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Ma che (è) successo!?

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C’era un tempo in cui dei divi, dei personaggi famosi ben poco si sapeva e tutto ciò che si presumeva nasceva dalla nostra fantasia che mescolava quel poco di reale con una grande illusione ed essi rimanevano nel nostro immaginario come una meta a cui tendere, perché avevano , anche per pochi secondi dentro un cinema o in poche righe in un libro, ispirato noi.

In questi tempi connessi e convulsi, senza protezione e senza nessuna sfumatura d’oblio, il sole cade addosso con la sua luce su di loro con frecce acuminate e non c’è ombra o paravento né oblio a tutelarli. Li vediamo cadere dai loro troni luccicanti e maestosi, finire a fare vita da barboni o a elemosinare una pensione.

Programmi televisivi se li contendono sapendo che son costretti a dire sì e piuttosto che vivere senza tetto preferiscono vivere senza talento.

Quello che è stato non sarà più e quello che hanno accumulato nei tempi d’oro avrebbe dovuto dare dei frutti. Dei tanti soldi avuti non hanno saputo farne tesoro convinti che sulla loro strada sempre avrebbero trovato occasioni e successo. Li hanno spesi con la convinzione che il consumo e l’uso sfrenato li avrebbero moltiplicati, mentre intanto il loro genio sfioriva.

Come un tempo, anche le loro scivolate finanziarie possono ancora ispirarci, che la sostanza val più della baldanza, che i soldi non amano il possesso ma preferiscono un bel distacco, che l’accumulo non dà sorriso, e più che denaro a volontà ci vuole la capacità di gestirlo e prima si impara meglio è.

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